La storia

 

PERCHÉ CASORATE PRIMO?
Non si conosce l'esatta origine della parola "Casorate".
Vi sono diverse ipotesi: 
1. in antichi documenti compare la parola "Casolade" - "Casolate";
2. una forma più antica sembra sia "Casola" che ebbe più tardi un' evoluzione in "Cosora";
3. sembra che derivi dalla parola latina "Casula" che significa piccola casa;
4. ed ancora dal latino medioevale "Casuri" con significato di casa povera;
5. inoltre, sembra addirittura avere un'origine celtica "Casurus" risalente alla dominazione dei Galli; ciò confermerebbe l'ipotesi che l'origine del paese sia più antica di quella presunta (cioè di quella romana);
6. ed ancora, come si ricorda in un documento storico dell'856 che abbiamo precedentemente accennato, "Catoriacum" o "Catoriaco" e si suppone possa essere l'odierna Casorate.
Nel corso dei secoli si nota che il nome del paese ha subito diverse variazioni di termini, ma non vi è nessuna fonte storica che ci possa far confermare che tutti questi nomi si riferiscano al nostro paese.
In molti documenti civili ed ecclesiastici del XV secolo Casorate è ripetutamente chiamato "Oppidum". E' proprio questo nome che fa supporre che il paese fosse circondato da mura e dotato da un fortilizio come alcune località limitrofe (Rosate, Binasco, Besate, ecc.) .
E' storicamente documentato che il nostro paese è denominato Casorate solo dal 15 marzo del 1863 e la specifica di "Primo" l'assunse per l'appartenenza del comune, all'epoca, al primo distretto di Milano.
Nella dizione dialettale, però, anche oggi resta "Casurà".

UNO SGUARDO INDIETRO NEL TEMPO

Milioni di anni fa la Pianura Padana, e quindi anche il nostro territorio comunale, era sommersa dalle acque del mare. Alcuni studiosi affermano che questo può essere avvenuto nel Cretaceo. Ma, di quell'immensa distesa d'acqua si possiedono poche informazioni e spesso legate alle tradizioni mitiche relative al mare Gerundo. In alcune fonti è indicato come lago e viene chiamato anche Girondo o Gerondo. 
Questo bacino occupava l'ampio territorio compreso tra la provincia bergamasca meridionale e la provincia superiore di Cremona e tutto il Lodigiano. Si estendeva verso la Lomellina, cioè su tutta la pianura pavese, come un grande acquitrino formato dal disordine alluvionale dei vari fiumi esistenti su questo territorio. In esso esistevano alcune "isole", sulle quali sorsero anticamente i centri abitati della zona. La prima menzione storica del lago Gerundo risale al 1110 d.C. ad opera del monaco Sabbio, il quale nelle sue memorie manoscritte della città di Lodi scrive che in quel tempo il lago esisteva ancora e che egli stesso vide sulla penisoletta di Monte Eghezzone torri con anelli per l'ormeggio delle barche. Monte Eghezzone viene inoltre citato in un atto del 29 gennaio 1192 come "porto di Lodi", mentre in un altro atto del 28 settembre 1204 si parla di un terreno confinante la riva del mare Gerundo.
Il territorio lombardo che un tempo era occupato dalle acque, ha conservato innumerevoli tradizioni orali, che in varie modalità giungono sino a noi, ma ben poche sono le fonti scritte.
Testimonianza di quell'antico mare l'hanno data, nei secoli, i fossili di conchiglie che sono state trovate, insieme a detriti e sabbie, durante i vari scavi archeologici effettuati, in epoca più vicina a noi, nelle varie zone della Pianura Padana.
Quando le acque si ritirarono la Pianura si ricoprì di folta vegetazione, si formarono una serie di canali di acque dolci ed una fitta boscaglia, preparandosi così ad essere abitata.
Il territorio del nostro paese è collocato ad Ovest di quella immensa pianura successivamente denominata Padana.
Le più antiche tracce di vita umana nel territorio dell'odierna Casorate si presuppone che possano risalire a circa il II o III secolo dopo Cristo, e cioè all'epoca romana. Nel nostro paese, però, sono carenti o del tutto assenti le fonti storiche, iconografiche e materiali che potrebbero denunciare la presenza di questa antica civiltà. Invece, ciò è possibile asserirlo, e verificarlo in " loco", per i paesi limitrofi dove sono affiorati alcuni resti di epoca romana.
Infatti a Calvignasco, a Fallavecchia, a Motta Visconti, a Ozzero, a Besate, a Morimondo ed in altre località confinanti con Casorate, durante alcuni scavi effettuati in quelle zone vennero alla luce reperti della grande civiltà romana. 
Questi ritrovamenti nei paesi vicini non sono lontani dal farci presupporre che a quel tempo esistesse, anche sul territorio del nostro paese, un "agglomerato" di case e qualche nucleo familiare, ma, ciò non ci permette di raccontare la storia delle origini di Casorate. 
Comunque, da come risulta da alcuni documenti ecclesiastici, i villaggi limitrofi, poco più tardi vennero a far parte della Pieve di Casorate perciò possiamo pensare che il nostro paese esistesse già nel II o III secolo dopo Cristo.
Forse era solo uno dei tanti villaggi sorti ad Est del Ticino. 
Ripercorrendo, con la nostra memoria, la storia del territorio lombardo ricorderemo che il nostro fu un territorio dove vissero gli Etruschi; i quali a partire dal VII secolo a.C. circa fino alla metà del VI secolo a.C. si estesero in tutta la valle Padana e qui portarono la loro cultura. A questo popolo bisogna riconoscere la caratteristica precoce dell'evoluzione delle strutture urbane e per lo più fortificate che, all'epoca si svilupparono fino a formare vere e proprie città -stato. 
Successivamente vi fu la presenza dei Galli che per lungo tempo occuparono la Pianura Padana, vi si stanziarono e ne coltivarono i terreni per il loro sostentamento. 
Perciò non è errata la supposizione che Casorate, o meglio il villaggio costruito sul nostro territorio, esistesse da tempo e conducesse una vita già ben organizzata. 
Nel V - VI secolo dopo Cristo, Casorate, sembra che avesse già dimensioni tali da diventare un centro altamente organizzato per la divulgazione del Cristianesimo e proprio in questo territorio furono costruiti edifici da adibire al nuovo culto.
Da questo momento in poi si ha qualche testimonianza frammentata della sua esistenza come "capopieve", cioè come circoscrizione ecclesiastica maggiore rispetto ai territori (o pagi, dal latino pagus - pagi = paesi) circostanti.

 
PRIMA FONTE SCRITTA
Il primo documento scritto, che sembra nomini Casorate, risale all'anno 856 d.C., come risulta dal testo "Memorie storiche" del Giulini, qui viene nominato un luogo con il nome di "Catoriacum" e si pensa possa essere Casorate ma non vi è la certezza che possa trattarsi veramente del nostro paese anche se risultano di questo periodo le Chiese Battesimali "foresi" (cioè quelle di campagna o contadine) e la costruzione delle "collegiate" ( chiese di rilievo, ma non cattedrali). 

FONTI STORICHE SUCCESSIVE
E' possibile reperire abbondanti documenti e fonti scritte, su Casorate, solo a partire dall'anno 977 cioè da quando l'imperatore Ottone concesse, tramite un documento allora nominato come "Diploma", al vescovo di Pavia un feudo che godeva di alcuni diritti, benefici e poteri pubblici che erano propri del sovrano. 
Quindi il Vescovo di Pavia esercitò il suo diritto feudale sul territorio in cui era compreso anche Casorate. 
A quel tempo il borgo abitato era conosciuto con il nome di "Casolade" il quale, però, apparteneva all' archidiocesi di Milano. 
I vescovi pavesi vi esercitarono i loro diritti per molti anni e lo hanno, anche, sempre difeso dall'autorità pubblica milanese che cercava di disconoscere, a Casorate i privilegi e l'esenzione dalle tasse. 
Questo privilegio feudale, nel corso dei secoli, fu spesse volte contrastato dalla vicina Milano. 
E' da questi contrasti, che si susseguirono per lungo tempo, che emerge gran parte della storia di Casorate. 
Casorate fu, dunque, un borgo tanto conteso fra Milano e Pavia. 
I veri motivi della contesa erano sorti perché Casorate aveva un terreno molto fertile, aveva una popolazione numerosa rispetto ad altri paesi, possedeva alcune belle case "dominicali" ed anche perché la Pieve era molto estesa ed aveva grande importanza ancora prima dell'età dei Comuni. 
Casorate si amministrava da sé con la sola direzione del Podestà e del Pretore i quali venivano eletti dal Vescovo. 
Ciò ci fornisce una fonte sicura a prova che Casorate, nell'antichità, era un borgo importante ed in alcuni documenti si menziona che si fosse costruita delle mura di cinta con dei fossati per proteggere l'abitato e difendersi dai nemici. 
Oggi, però, quelle mura non esistono più perché furono spianati, come indicano alcuni storici, intorno al 1783. 
A testimoniare l'esistenza dell'antica borgata resta solo qualche reperto di linea perimetrale. 
Forse, in qualche casa del paese, risalente al medioevo, è possibile scorgere ancora alcuni elementi architettonici che richiamano una antica fortificazione.
Ma, oltre a qualche corniciatura in terracotta, tipiche di quel periodo, sulle finestre o su alcuni antichi portoni oggi sul territorio del nostro paese non vi sono strutture che possano far pensare all'esistenza di un vero e proprio castello. 
Casorate è situato in pianura, pertanto, non poteva avere una vera fortezza essendo questa struttura finalizzata anche all'avvistamento dall'alto del nemico. 

L'ETÀ DEI COMUNI
Alla fine dell' XI secolo al potere vescovile, nel nostro paese, si sostituì una nuova forma  
organizzativa costituita da proprietari terrieri, mercanti e gente benestanti che nel paese occupavano una posizione sociale di rilievo.
Il nuovo organismo era il Comune che rappresentò la prima vera istituzione pubblica locale. 
Questa istituzione godeva di una propria autonomia e doveva rappresentare la comunità casoratese in quanto, in essa, il popolo eleggeva i propri rappresentanti che dovevano poi gestire i loro interessi. 
 Il Comune di Casorate era, inoltre, dotato di un altro "organismo" detto "Credenza" che era composto da alcuni uomini del paese, chiamati "credenzieri del Comune", ritenuti saggi e perciò degni di essere creduti. 
A questi uomini venivano affidati gli impegni più gravosi e più delicati e dovevano farsi carico anche delle decisioni più importanti. 
 
LA COMUNITÀ CASORATESE NEL 1300
Intorno al 1300 e 1350 a Casorate vivevano circa 80 famiglie, cioè tanti erano i capifamiglia allora esistenti nel paese, e la popolazione totale non superava le 500 unità. All'epoca si parlava di famiglie allargate che facevano riferimento ad un capofamiglia, cioè vi erano famiglie costituite da più nuclei familiari legati fra loro da vincoli di parentela.
Abbiamo testimonianza di alcuni cognomi tra i più diffusi, a quell'epoca, nel paese ed erano: Abbiati - Maltagliati- Beccaria - Portalupi - Bellani - Pirzio - Bellati - Radice - Bonacossa - Re - Broglia - Rho - Cantani - Rolandi - Conte - Rossi - Dell'Acqua - Rozzi - Ferrari - Sant'Agostino (o Santagostino) - Longhi - ... 
 
IL PERCORSO (STORICO) DI CASORATE ... CONTINUA NEL TEMPO. 
L'istituzione comunale di Casorate, come forma di autogoverno della comunità, continuò ad operare per molto tempo, infatti questa organizzazione riesce a sopravvivere per circa cinque - sei secoli ignara delle varie dominazioni che, nel tempo, interessarono il territorio italico. 
Tutte le fasi dell'organismo comunale di Casorate risultano documentati da una pergamena conservata ne Monastero di Morimondo, località che dista poco più di 10 chilometri da Casorate, ed all'epoca, per contiguità territoriale, il Monastero faceva parte della pieve di Casorate. 
Il documento attesta che il comune di Casorate, nella seconda metà delXII secolo, si era consolidato come struttura pubblica e rappresentava tutti gli abitanti attraverso solo due o tre persone (i consoli), delegate dalla "vicinia" che era costituita dai "vicini", e cioè dagli abitanti del villaggio (da vicus).
Successivamente, insieme ai consoli ed ai vicini, si affianca un rappresentante del Vescovo di Pavia. 
Nel tempo, indubbiamente, questo tipo di autogoverno della comunità casoratese subì diverse riforme però continuò a sopravvivere. 
Infatti, questa organizzazione, continuò ad esistere anche con il sopravvento della signoria Viscontea e Sforzesca di Milano che dominò dal 1277 al 1535. 
Casorate, come risulta dai documenti storici, non sfuggì mai dal vivere le vicende del contesto storico generale della nostra Penisola, come la dominazione spagnola, quella francese e quella austriaca, ma riuscì a conservare la sua distinta identità autonoma territoriale. Non fu mai completamente dominata. 

CASORATE: TERRITORIO NEUTRALE
Il territorio di Casorate, essendo un feudo di un potente signore, fu sempre protetto dalle ingerenze e dalle pretese di dipendenza amministrativa di altre autorità. Perciò, lungo i secoli, sfuggì in gran parte agli effetti degli sconvolgimenti politici, ed anche quando dovette ospitare gli alloggiamenti militari ne avvertì solo ed esclusivamente l'onere finanziario.
La popolazione mai fu coinvolta direttamente. Eppure, qui, si svolsero anche due note battaglie medioevali: nel 1239 le truppe della II Lega Lombarda sconfissero l'imperatore Federico II di Hohenstanfen; l'altra fu quella combattuta nel 1356 quando da Magenta il conte Lando, assoldato dai nemici di Barnabò Visconti, si mosse contro Milano. 
L'esercito milanese, comandato da Lodrisio Visconti, sotto la guida dei Malatesta e di Francesco d'Este si trincerarono a Casorate aspettando il nemico che, ignaro di questa strategia militare, qui dovette combattere una dura battaglia dalla quale uscirono vittoriosi i milanesi. 
Il giorno 21 Aprile del corrente anno, il Signor Francesco Rotundo, assessore alla cultura dell'attuale Amministrazione comunale, ha fatto "rivivere", alla comunità casoratese il suggestivo momento della sanguinosa battaglia medioevale. E' stato allestito un semplice campo nel giardino della Scuola Secondaria di primo grado del nostro Istituto Comprensivo ed è stata drammatizzata la battaglia da alcuni attori. 
Inoltre, nello spazio adiacente agli accampamenti, è stato riprodotto un tipico mercato medioevale dove vi erano i banchi espositivi del droghiere, del farmacista, della scriba, del coniatore e dei giocattoli in stoffa.

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